Dedicato
post pubblicato in
diario, il 22 novembre 2011
Dedicato a quelli che ma è da un mese che non aggiorni il tuo blog.
A quelli che come fai a vivere con 300 fiorini ogni tre mesi.
A quelli che uff mi tocca andare al funerale di mio padre ma già tiro le somme ereditarie.
A quelli che si fanno vivi dopo anni ma sono sempre i soliti ipocriti.
A quelli che guai a etichettarmi perché solo io lo so fare.
A quelli che se fosse Montanelli ci onoreremmo della sua penna, ma dato che non lo è.
A quelli che se fosse Montanelli le pagheremmo i suoi pezzi, ma dato che non lo è.
A quelli che ai colloqui di lavoro non si parla di retribuzione, macché scherziamo?!
A quelli che io sono io e voi non siete un...
A quelli che al concorso di dottorato ti dicono “ma come, tu non hai un protettore? Povera crista, sei pure un'idealista!”
A quelli che faccio, faccio, poi delle conseguenze non m'impiccio.
A quelli che la democrazia-è-morta.
A quelli che non siamo critici siamo osservatori.
A quelli che dobbiamo stare attenti al linguaggio e alle parole che usiamo, pirla!
A quelli che 18 mila euro per il lampadario del Comune.
A quelli che estirpiamo il monumento a Giannino Ancillotto. Fatto.
A quelli che sul giornale per cui lavorano scrivono “Concerto fantastico”, su Facebook “Che schifo di concerto”.
A quelli che Facebook non è cultura.
A quelli che le faremo sapere è un false friend.
A quelli che Mozart non ve lo faccio suonare perché nessuno lo ha mai suonato bene.
A quelli che i ristoranti sono pieni, gli aerei pure e tutti al mare che in montagna non c'è più posto, nemmeno per il muschio.
A quelli che bisogna avere rispetto comprensione e compassione per gli elettori pidiellini traditi. Basta piazze pazze.
A quelli che prima di far pagare l'ICI a Santa Madre Chiesa c'è ben altro, perché c'è sempre altro.
A quelli che guai a toccargli gli U2.
A quelli che le lezioni di italiano e storia si fanno a ritmo di torpiloquio.
A quelli che invece che far lezione dicono agli studenti tanto voi non capite niente. Aprono il giornale o si mettono a correggere i compiti di altre classi.
A quelli che una bottiglia di vino e passa tutto.
A quelli che devo riposizionarmi politicamente.
A quelli che togliere i libri alle donne= famiglie più numerose.
A quelli che siccome non so chi sei me lo invento.
A quelli che mettersi nei panni degli altri? Son fuori moda, bleah!
A quelli che cambiano i mezzi ma non i messaggi.
A quelli che riffano e raffano perché si vive arraffando.
A quelli che si autocompiacciono di compiacere.
A quelli che hanno perso il senso del vuoto.
A quelli che misconoscono lo spazio bianco.
A quelli fuori tempo e a quelli fuori dal tempo.
A quelli che preferisco non pensare.
A quelli che a gennaio firmiamo il contratto, anzi no. Stagisti for ever. Ma tu sarai l'ultimo a saperlo.
A quelli che insultare fa rima con amare.
A quelli che lei è qui per un posto da commessa, ma non si sente una fallita?
A quelli che ma serve il cinema?
A quelli che non ho imparato niente dal mio corso di laurea.
A quelli che ho il fidanzato che mi paga tutto.
A quelli che io non stiro.
A quelli che ma quando eri a Trieste non andavi in giro per locali?
A quelli che i bambini non devono entrare in nessuna Chiesa perché c'è il diavolo.
A quelli che i cani a pelo lungo si rasano di questa stagione.
A quelli che se il mio cane fa i capricci lo chiudo in bagno così impara.
A quelli che al posto tuo io... (io, io, io...).
A quelli che passo col rosso and/or ho il monopolio della precedenza. Embè?
A quelli che il Nord.
A quelli che hanno ucciso Federico.
A quelli che viva l'amnistia.
A quelli che ti do un consiglio.
A quelli che faccio come fossi a casa mia.
A quelli che mi dissocio.
A quelli che rifuggo il pensiero mainstream, ne creo un altro. Mainstream.
A quelli che non hai ancora imparato a fare buon viso a cattivo gioco. Il loro.
A quelli che tu pretendi che le persone siano migliori di quel che sono o possono essere. Amen.
A quelli che taglierei l'Italia in due.
A quelli che se rifiuti un lavoro in nero allora non hai bisogno di lavorare.
A quelli che concimano il letame.
A quelli che bo, chissà che succede là fuori.
A quelli che dallo scranno di una banca ti chiedono ma lei come fa ad andare avanti senza lavoro?
A quelli che toglietemi tutto, anche il mio Breil.
A quelli che non sanno cosa sia il silenzio.
A quelli che assolutamente. Assolutamente sì. Assolutamente no. È l'assoluto che, cercandoli, li trova ogni nanosecondo.
A quelli che iniziamo il nuovo programma di Storia. Il medioevo lo saltiamo perché doveva farlo la prof. dell'anno scorso. Amen.
A quelli che dicono sono un/a attore/attrice ma si stanno ancora esercitando sulla battuta.
A quelli che vuole la fattura?
A quelli che ma che ci faccio qui è una domanda retorica.
A quelli che urlano, ma aspettano invano quello di Munch.
A quelli che la Padania esiste perché il Grana si chiama "Padano".
A quelli che sì, va be', però non è un capolavoro.
A quelli che se parli della morte sei spacciata.
A quelli che credono di essere vivi.